Cos’è il regime forfettario

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato riservato ai contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente. È stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 e successivamente modificato più volte, da ultimo con la Legge di Bilancio 2023.

È il regime più utilizzato dai professionisti e freelance italiani che aprono una nuova partita IVA, grazie alla tassazione ridotta e alla semplificazione degli adempimenti contabili.


Requisiti di accesso 2025

Per accedere al regime forfettario nel 2025 è necessario rispettare tutti i seguenti requisiti:

  • Ricavi o compensi non superiori a €85.000 nell’anno precedente
  • Spese per lavoro dipendente/collaboratori non superiori a €20.000 lordi annui
  • Redditi di lavoro dipendente o pensione (se presenti) non superiori a €30.000 nell’anno precedente
  • Non avere partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o SRL che svolgano attività riconducibili a quella del contribuente

Cause di esclusione

Non possono accedere al forfettario i soggetti che:

  1. Si avvalgono di regimi speciali IVA
  2. Sono non residenti (salvo eccezioni per residenti UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia)
  3. Effettuano in via esclusiva cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi
  4. Hanno percepito redditi di lavoro dipendente superiori a €30.000 (salvo cessazione del rapporto)

Come si calcola il reddito imponibile

Il reddito imponibile nel regime forfettario non si calcola sulla base dei costi effettivamente sostenuti, ma applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti.

Coefficienti di redditività per codice ATECO

SettoreCoefficiente
Commercio (ingrosso e dettaglio)40%
Commercio ambulante (alimentari)40%
Commercio ambulante (non alimentari)54%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Intermediari del commercio62%
Servizi di alloggio e ristorazione40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche78%
Altre attività economiche67%

Esempio pratico:

Un avvocato (coefficiente 78%) con compensi annui di €60.000:

  • Reddito imponibile: €60.000 × 78% = €46.800
  • Imposta sostitutiva (15%): €46.800 × 15% = €7.020
  • Se applica l’aliquota ridotta al 5%: €46.800 × 5% = €2.340

Imposta sostitutiva: 15% o 5%

L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15% e sostituisce:

  • IRPEF e addizionali regionali e comunali
  • IRAP
  • IVA (il forfettario non addebita IVA in fattura)

Aliquota ridotta al 5%

Per i primi 5 anni di attività è possibile applicare l’aliquota ridotta al 5%, a condizione che:

  1. Nei tre anni precedenti non si sia esercitata attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata)
  2. L’attività non costituisca prosecuzione di altra attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo
  3. Se si prosegue un’attività acquisita da altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non superino €85.000

Contributi previdenziali

Professionisti senza cassa (Gestione Separata INPS)

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano contributi con aliquota del 26,07% sul reddito imponibile (già determinato con il coefficiente di redditività).

I contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile.

Professionisti con cassa di previdenza

Chi è iscritto a una cassa professionale (CNPADC per commercialisti, Cassa Forense per avvocati, Inarcassa per ingegneri e architetti, ecc.) segue le regole della propria cassa.

Artigiani e commercianti

Possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi INPS dovuti. La richiesta va presentata in via telematica all’INPS.


Fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica è esteso a tutti i forfettari, senza più la soglia dei €25.000 di ricavi.

Questo significa che anche i forfettari devono:

  • Emettere fatture in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI)
  • Conservare le fatture in modalità elettronica
  • Ricevere le fatture passive in formato elettronico

Con Cassio, la fatturazione elettronica è integrata nativamente: emetti e ricevi fatture SDI direttamente dalla piattaforma, senza passare per portali esterni.


Quando conviene il forfettario vs ordinario

Il regime forfettario conviene quando:

  • ✅ I costi effettivi sono inferiori a quelli forfettariamente determinati dal coefficiente
  • ✅ Non hai bisogno di detrarre l’IVA sugli acquisti
  • ✅ Non hai significative detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, ristrutturazioni) — nel forfettario non si applicano
  • ✅ Sei nei primi 5 anni e puoi applicare il 5%

Il regime ordinario può convenire quando:

  • ❌ I costi effettivi sono molto superiori a quelli forfettari
  • ❌ Hai molte detrazioni IRPEF da sfruttare
  • ❌ Hai clienti B2B che vogliono detrarre l’IVA dalle tue fatture
  • ❌ Superi o stai per superare la soglia degli €85.000

Superamento della soglia di €85.000

Se durante l’anno i ricavi superano €85.000 ma restano sotto €100.000, il regime forfettario cessa dall’anno successivo.

Se i ricavi superano €100.000, il regime cessa immediatamente — a partire dalla fattura che fa superare la soglia si applicano le regole ordinarie (IVA, IRPEF, ecc.).

Con Cassio, il monitoraggio della soglia €85.000 è automatico e in tempo reale. La dashboard mostra il progresso verso il limite e ti avvisa prima di superarlo.


Riepilogo vantaggi e svantaggi

Vantaggi

  • Tassazione agevolata al 15% (o 5% per i primi 5 anni)
  • Nessuna IVA da versare
  • Esonero da IRAP
  • Contabilità semplificata (nessun obbligo di registri IVA)
  • Nessun obbligo di applicazione degli ISA

Svantaggi

  • Impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti
  • Nessuna deduzione analitica dei costi
  • Nessuna detrazione IRPEF (19% su spese mediche, mutuo, ecc.)
  • Limite di ricavi a €85.000
  • Obbligo di fatturazione elettronica dal 2024

Conclusione

Il regime forfettario resta la scelta migliore per la maggior parte dei professionisti italiani con ricavi sotto €85.000 e costi contenuti. La semplicità gestionale e la tassazione ridotta compensano nella maggior parte dei casi la perdita delle detrazioni IRPEF.

Il consiglio è di simulare entrambi gli scenari (forfettario vs ordinario) prima di scegliere, tenendo conto dei costi reali, delle detrazioni disponibili e della clientela target.